Necessaria, come ribadito da Rudi Bartaloth vicepresidente del SKS Planika «una soluzione sistemica per l'insegnamento bilingue e trilingue con la politica che deve trovare degli accordi in continuità con quanto fatto negli ultimi 20 anni per non ricomin

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«Dobbiamo ancora fare molto per l'insegnamento multilingue. I corsi tenuti dalle varie associazioni non possono essere la soluzione, ma solo un modo per tenere accesa la fiammella della speranza. Mi impegnerò per sviluppare un cammino condiviso che porti a risultati concreti». Igor Gabrovec, vicepresidente del consiglio regionale, ha voluto rassicurare così i partecipanti al convegno su "La richiesta di istruzione bilingue e trilingue in provincia di Udine" del 4 novembre a Malborghetto. La necessità di un'istruzione che non sia incentrata spiccatamente sull'italiano ma che dia il giusto spazio anche a sloveno e tedesco, è argomento sempre più pressante in Valcanale che Gabrovec ha definito


 

 

«laboratorio di convivenza dove la scuola deve recepire il plurilinguismo». Questa situazione, che coinvolge tutta la provincia di Udine (si stima che il 10% degli abitanti di Udine abbia origine slovena) con «l'insegnamento dello sloveno diritto inalienabile in già 32 comuni», si scontra con i costi e la concreta mancanza di autonomia da parte degli istituti scolastici che non riescono a trasformarsi in scuole bilingue o trilingue, come più volte prospettato dai Comuni di Malborghetto e Tarvisio ad esempio. L'obiettivo, come conferma la presidente dell'associazione slovena "Don Mario Cernet" Anna Wedam, è proporre modelli didattici e trovarne la concreta applicazione così da formare giovani europei, idea condivisa anche da Alfredo Sandrini alla guida del Kanaltaler Kulturverein. Tutti sono poi concordi che non abbia senso insegnare lingue che non si possano usare nella vita di tutti i giorni, ma sia necessaria, come ribadito da Rudi Bartaloth vicepresidente del SKS Planika «una soluzione sistemica per l'insegnamento bilingue e trilingue con la politica che deve trovare degli accordi in continuità con quanto fatto negli ultimi 20 anni per non ricominciare ogni volta da zero». Anche il preside del "Bachmann" di Tarvisio, Antonio Pasquariello, ha espresso parere positivo ricordando le difficoltà che la sua scuola tutt'ora affronta in tal senso. Luis Thomas Prader, ex membro del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, e Roland Verra dell'Intendenza scolastica ladina hanno ricordato come sarebbe un grosso errore estrapolare un sistema scolastico funzionante altrove, come quello altoatesino, e trasferirlo in toto in Valcanale «perché ogni minoranza deve scegliere la sua via e non usare quella degli altri».

Il Gazzettino 7.11.2016
Tiziano Gualtieri

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