L’isoletta del lago di Raibl (piccolo libro per grandi e piccini)

 

PARCO ALBERATO DEL PALAZZO VENEZIANO - MALBORGHETTO

Presentazione  a “lume di candela”

L’isoletta del lago di Raibl (piccolo libro per grandi e piccini)

 

 

10/08/2013 ore 20.45

Il 10 agosto alle ore 20.45 al Palazzo Veneziano di Malborghetto verrà presentato il libro “L’isoletta del lago di Raibl” , una delle tante meravigliose leggende della tradizione valcanalese.

Il paese minerario di Raibl, oggi denominato Cave del Predil, è il cupo scenario di un’antica leggenda, che vede come protagonisti i suoi abitanti superbi ed egoisti ed un unico personaggio buono e commiserevole.

Il testo assume un risvolto di tipo strettamente educativo. Esso si riferisce alla concezione del passato in cui la divinità era rappresentata come figura estremamente severa e punitiva. Il concetto religioso è stato cancellato e corretto dalla nostra attuale percezione, che vede invece in Dio una figura buona e capace di perdono.

La leggenda, proposta nelle tre varianti linguistiche locali: italiano, sloveno e tedesco, è tratta dal I° volume della collana curata da Raimondo Domenig, intitolata “Tradizioni e leggende della Valcanale”, pubblicata negli anni 1990-1993 a cura della Casa Editrice Missio di Udine. Le illustrazioni sono opera di Pietro Nicolaucich, giovane e bravissimo illustratore di Malborghetto.

Il libricino, realizzato con il contributo della legge regionale 26/2007 recante norme a tutela della minoranza linguistica slovena della Regione Friuli Venezia Giulia, è indirizzato soprattutto ai bambini ma sarà sicuramente interessante anche per gli adulti!

Per la presentazione abbiamo scelto un’insolita location: il parco alberato  adiacente al museo. Le luci di centinaia di candeline  attenderanno grandi e piccini muniti di cuscini o coperte da pic nic, che potranno  ascoltare la suggestiva leggenda ritrovando il contatto con questa nostra terra … ma niente paura: per chi vorrà ci saranno anche comode sedie!

In caso di pioggia l’appuntamento salta a data da destinarsi. Per informazioni telefonate al numero 0428/64970.

 

 

"Più lingue fanno bene ai ragazzi"

 

 "Più lingue fanno bene ai ragazzi"

L'appello degli esperti: partire dalla scuola

L'Accademia della Crusca e le principali associazioni di linguistica stilano un documento a favore del plurilinguismo, importante fattore di crescita intellettuale e sociale: primo firmatario Tullio De Mauro. Chiedono politiche adeguate, strumenti strutturali per insegnanti e formatori per combattere pregiudizi. E il ministro Kyenge risponde

 

di ALESSIA MANFREDI

 

Lo leggo dopo

"Più lingue fanno bene ai ragazzi" L'appello degli esperti: partire dalla scuola DA un lato un paese profondamente cambiato, sempre più multiculturale, dove in classe, a fianco di Sofia, Marco e Luca siedono ormai da anni, anche Ahmed, Lin e Phoebe. Dall'altro la scuola, luogo principe di studio, accoglienza e porta di ingresso per la società, dove ci si affida all'inventiva degli insegnanti o alla loro buona volontà senza fornire strumenti strutturali per favorire la conoscenza e l'uso di più lingue e sconfiggere pregiudizi duri a morire.

 

E' questo il quadro in cui è maturato il documento, presentato dall'Accademia della Crusca e dalle principali associazioni linguistiche italiane alla presidenza del Consiglio, al presidente della Repubblica e a diversi ministeri, a favore del plurilinguismo, indicato come importante fattore di crescita intellettuale e sociale. Un appello per chiedere che, partendo proprio dalla scuola, si promuovano politiche adeguate e si faccia formazione, senza affidarsi all'iniziativa dei singoli insegnanti e formatori. E sgomberare il campo dai pregiudizi: conoscere e usare più lingue, sottolineano gli esperti, regala una marcia in più, arricchisce a livello personale, è un bene di valore inestimabile per la crescita della persona e della società.

 

"Non è vero che 'lingua scaccia lingua'", sottolinea Miriam Voghera, professoressa di linguistica generale alla facoltà di Lingue all'università di Salerno, promotrice dell'iniziativa che ha come primo firmatario il linguista Tullio De Mauro. "Consolidare la lingua materna, qualunque essa sia, permette di costruire un ponte verso gli altri idiomi e ne favorisce l'apprendimento, certifica la scienza". Eppure c'è ancora chi continua ad essere convinto che sia meglio per i bambini stranieri tagliare i ponti con la lingua madre per concentrarsi invece su quella del paese in cui si vive. Per "non fare confusione", si sente spesso dire. Errore, spiega Voghera, motivato nella maggior parte dei casi da una scarsa conoscenza, più che da motivazioni razziste.

 

Questo è il senso dell'appello, nato a margine del recente convegno per addetti ai lavori tenutosi a Firenze, all'Accademia della Crusca, in occasione dei 50 anni di un'opera importante, la "Storia linguistica dell'Italia unita", di De Mauro.  

 

"Proprio in quell'occasione abbiamo notato", racconta ancora Voghera, spiegando a Repubblica.it come è nata l'iniziativa, "che è ancora opinione diffusa fra operatori culturali, pediatri e alcuni insegnanti, che usare la lingua nativa possa frenare l'apprendimento dell'italiano. Spesso succede in buona fede, anche se ci sono tabù culturali: è un ragionamento che si fa più spesso magari con lo swahili o l'arabo, molto meno se la lingua madre è l'inglese o il francese". Ma è sbagliato. "La scienza suggerisce che se si esclude la lingua madre, ai bambini mancano le fondamenta per apprendere altri idiomi. Consolidandola, invece, si crea un trampolino verso le nuove lingue".

 

"Conoscere e usare più lingue è fonte di ricchezza", questo il nome del documento elaborato da Silvana Ferreri e Miriam Voghera, e sottoscritto dalle principali associazioni linguistiche che si occupano di italiano, ribadisce che la compresenza di più lingue è fisiologica nel nostro paese, caratterizzato sin da tempi antichi dalla coesistenza di lingue e dialetti diversi e negli ultimi decenni da flussi migratori consistenti, che hanno portato uomini, donne e bambini che parlano lingue "altre", importanti da un punto di vista culturale e sociale. Nel testo, si chiede che un'educazione plurilingue parta dalla scuola, di ogni ordine e grado, con metodologie adeguate, aggiornate e corrette. E che le istituzioni della repubblica favoriscano iniziative di formazione e aggiornamento nel campo delle Scienze del linguaggio, per attrezzare al meglio insegnanti e operatori socio-culturali che agiscono nel delicato e complesso mondo dell'immigrazione.

 

La scienza ha ormai pochi dubbi sui vantaggi che crescere padroneggiando più idiomi comporta, da un punto di vista cognitivo, e su come apra la mente e abitui a valutare prospettive diverse, ad apprezzare le altre culture. Gli addetti ai lavori chiedono ora alla politica di tenere il passo, sottolineando come la questione formativa vada inserita in un contento più ampio, come "elemento indispensabile per la ripresa economico-produttiva del paese" e nello specifico "la formazione plurilingue come condizione prima per l'esercizio dei diritti di cittadinanza, mezzo di coesione e crescita sociale".

 

Finora l'unica risposta, positiva e di apprezzamento, è arrivata dal ministro Cécile Kyenge, che "ha colto il senso dell'appello, rispondendo in maniera brillante e competente", spiega Voghera, centrando il punto: la tutela del diritti e la ricchezza che regala avere più lingue per descrivere un mondo. "Ad ogni ambiente linguistico corrisponde un universo culturale, una sfera personale, un repertorio di chiavi di lettura per comunicare e rappresentare se stessi e gli altri", scrive nella sua risposta alle associazioni il ministro per l'Integrazione, stigmatizzando il "bilinguismo sottrattivo", fenomeno per cui i figli di stranieri disimparano la lingua dei genitori "perché essa risulta socialmente screditata, percepita come uno stigma da dover cancellare", scrive Kyenge, che ha promesso un impegno diretto.

 

La speranza ora è che è che anche gli altri ministeri diano un riscontro all'appello. "A partire dal ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca Maria Chiara Carrozza", si augura Voghera. "Ci rendiamo perfettamente conto dei problemi che l'Università attraversa in un momento difficile come questo, ma il problema", conclude, "è tutt'altro che marginale". 

Fonte: La Repubblica online

 

www.repubblica.it

Udeležba na Mladinski poletni šoli slovenskega jezika

Tudi letos  gojenka, ki med šolskim letom obiskuje dejavnosti v slovenskem jeziku 

se udeležuje Mladinske poletne šole slovenskega jezika.

Poletna šola pravkar  poteka v Ljubljani v organizaciji Filozofske fakultete - Center za slovenščino.

Udeležbo je finančno podprlo  tudi S.k.s. Planika.

Convegno a Malborghetto - Incontro di comunita'

Al Palazzo Veneziano di Malborghetto/Naborjet si è tenuto, venerdì 10 maggio, il convegno dal titolo «Incontro di comunità – Leggi di tutela e politiche linguistiche», organizzato dalla Società filologica friulana in collaborazione con l’Istituto sloveno di ricerche di Trieste/Trst, il Circolo culturale sloveno «Planika», l’associazione slovena «Don Mario Cernet» ed il circolo culturale tedesco della Valcanale «Kanaltaler Kulturverein».

Fili comuni hanno legato gli interventi già negli indirizzi di saluto.

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OBRATOVANJE ŽIČNICE ZA SV. VIŠARJE

Poletna sezona 2013

 

25./26. maj – 1./2. junij – 8./9. junij

od 15. junija do 15. septembra vsakodnevno obratovanje

21./22. september – 28./29. september – 5./6. oktober

Urnik: delavniki 9.00 - 17.15 nedelje in prazniki 8.30 - 18.15

 

 

Staro izročilo pripoveduje, da je nek pastir iz Žabnic iskal izgubljene ovce. Bilo

je leta 1360. Po dolgem iskanju jih je našel na samem vrhu Višarij; klečale so

okrog nekega grma. Začudeni pastir je je pogledal in našel v grmu lep lesen kip

Marije z Detetom. Kip je odnesel žabniškemu župniku. Naslednij dan pa se je kip

čudežno vrnil na Višarje. Spet so ga nesli v Žabnice, toda tretji dan se je

ponovno znašel na Višarjah. Žabniški župnik je o vsem tem obvestil oglejskega

patriarha, ki je odredil, da na kraju kjer so našli kip postavijo kapelico. O tej

prvi kapelici ni več nobenega sledu, na drugo kapelo iz leta 1500 pa nas

spominja sedanji prezbiterij. Leta 1807 je strela uničila lesene dele cerkve, dobri

verniki pa so jo kmalu obnovili in jo celo povečali in olepšali.

Leta 1916, v času prve svetovne vojne, so vse hiše na Višarjah zgorele, ker je

sam vrh zadela zažigalna bomba. Cerkev je bila na novo zgrajena in posvecena

1. junija 1926. Leta 1960 je višarsko svetišce obhajalo 600-letnico. Ob tej priliki

so cerkev obnovili in tudi na hišah okrog nje so stekla številna obnovitvena dela.

Poslikave v notranjosti cerkve je napravil slovenski slikar Tone Kralj. Med

drugim predstavljajo Marijo Tolažnico žalostnih, Oznanjenje, Beg v Egipt,

Dvanajstletnega Jezusa v templju, Marijo v molitvi pod križem in Kronanje

Vnebovzete. K največjim obnovitvenim delom pa štejemo obnovitvene projekte v

pripravi na jubilejno leto 2000 : na Višarjah so izvedli številna vzdrževalna dela

na svetišcu in popolnoma obnovili župnišče.

Urnik Svete Maše

Delavniki : 10.00, 11.00, 12.00

Nedelje in prazniki : 10.00, 11.00, 12.00, 15.00

Srečanje med skupnostmi – Zaščitna zakonodaja in jezikovna politika

Naborjet  Srečanje med skupnostmi – Zaščitna zakonodaja in jezikovna politika je bil naslov posveta , ki  se je odvijal v Beneški Palači v Naborjetu in na katerega  sta vabila Furlansko filološko društvo ter Slori.  V uvodnem pozdravu je župan Naborjeta  Alessandro Oman predstavil delo občine v korist krajevnih jezikovnih manjšin predvsem slovenske in nemške ter na kratko predstavil projekte, ki so bili v preteklosti izvedeni s strani občinske uprave. Pozdravil je tudi v imenu društva Don Mario Cernet.  Sledili so pozdravi gospe Tallone Monica, ki je na posvetu predstavljala direktorja službe za jezikovne skupnosti pri Deželi F.j.k. Potrdila je skrb dežele za ohranitev kulturnega zaklada in jezikov v naši teželi ter posebno Kanalske doline in to zaradi prisotnosti na njenem teritorju vseh treh jezikov, slovenskega, nemškega in furlanskega.  Za Furlansko filološko društvo je njen podpredsednik prof. Vicario ugotovil potrebo po povezovanju med jezikovnimi skupnostmi in večino čeprav šeštevek pripadnikov vseh jezikovnih skupnosti v naši deželi bi predstavljal vsekakor številčno večino, poglobitev stikov z italijansko večino , mreženje izkušenj ter  zahteva po pravicah.  V imenu soorganizatorja posveta je  predsednik Slorija Milan Bufon   ugotovil,  da se posvet odvija v idealnem prostoru insicer v Kanalski dolino od tromeji, stičišče treh jezikovnih skupin. Poudaril je, da se mora dežela zavedati, da je njeno mesto v Evropi in prav naša dežela je lahko model  te nove Evrope. Poudaril je potrebo po nadaljnem sodelovanju in raziskovanju z Filološkim društvom ter drugimi ustanovami ;  raziskovanje  obstoječe zakonodaje, monotorizacija celotnega deželnega  jezikovnega stanja ter skupno delo, da postanemo igralci na našem ozemlju. Sledila sta še uvodna pozdrava Alfreda Sandrinija predsednika Kanaltaler kulturverein, to je nemške organizacije v Kanalski dolini, ki je poudaril pomen prisotnosti treh jezikovnih skupin, tudi na evrospkem nivoju  ter pomen poučevanja jezikov v šolskem sistemu Kanalske doline. Uvodne pozdrave je zaključil Rudi Bartaloth v imenu  S.k.s. Planika, ki je poudaril potrebo po večjem sodelovanju med jezikovnimi skupnostmi posebno  s furlansko, ki je v Kanalski dolini dokaj številčna a slabo organizirana.  Sledili so nato referati Serene Martini in Annemarie Tributsch, ki  kot učiteljici in pripadnici furlanske in nemške manjišine imata izkušnje s poučevanjem jezikov. Predstavili sta šolsko ponudbo, izkušnje, cilje ter poudarila pomen sodelovanja šolskega sistema z društvi in manjšinskimi ustanovami. Mnenja sta bili, da brez njih bi težko izpeljali dozdaj zastavljene načrte in dosegle pomembne zadane cilje. Sledilo je razmišljanje Anne Wedam “Slovenci v Kanalski dolini” . Poudarila je pomen narečja skozi čas in upliv globalizacije in modernega življenja na jezik. Razmišljala je o pomenu cerkve pri ohranjevanju jezika ter, da bi v Ukvah ohranili tradicije, ki se v glavnem odvijajo v slovensko ziljskem narečju ter ohranjanju slovenskega petja v cerkvenem pevskem zboru. Na povetu je predstavljala društvo Don Mario Cernet. Niz referatov je žaključil Rudi Bartaloth v imenu S.k.s. Planika. Predstavil je poučevanje slovenskega jezika v šolskem sistemu Kanalske doline od leta 1997 do 2013. Poudaril je pomen sodelovanja Planike  z večstopenjskim zavodom I. Bachmann iz Trbiža, začetne tezave v  devetdesetih let glede uvedbe slovenščine v šolski sistem, nadgradnja poučevanja slovenskega jezika na osnovni šoli v Ukvah in o drugih projetktih, ki zaznamujejo pouk slovenščine kot npr. projekt Tri roke – izmenjava učiteljev šol Trbiža, Kranjske gore ter Čajne v Ziljski dolini. Velik podvig je bila  uvedba v šolskem letu 2011/2012,  ure slovenščine v sedmih razredih nižje srednje šole ter dveh razredih trbiškega liceja, kjer je bilo deležno pouka slovenskega jezika dodatnih 160 dijakov. V tistem šolskem letu je  bilo skupno 400 slušateljev slovenskega jezika na šolah in vrtcih doline. Projekt, ki ga je koordiniralo S.k.s. Planika in izvajalo ravnateljstvo na Trbižu so prijazno podprli  Ministrstvo za izobraževanje R.S., Zavod za šolstvo in Urad za Slovence. Žal se izkušnja ni nadaljevala. V nadaljevanju svojega posega je Bartaloth podal tudi nekaj vtisov in mnenj glede izgubljenih priložnosti za nadgradnjo pouka bodisi slovenskega kot trojezičnega. Prav trojezičnost je model, ki so ga pri Planiki predlagali sredi devedesetih letih  in skupaj s Kanaltalerjem kulturvereinom in drugimi predlagali leta 2011 občinskima upravama Trbiža in Naborjeta. Posvet se je zaključil s posegom Adriane Janežič, ki je podrobno predstavila raziskavo in publikacijo o jezikovnih skupnostih Furlanije Julijske Krajine , ki sta jo opravila za deželo Slori in Filološko društvo.  Janezičeva je bila med drugim mnenja, da bi morali ponovno preveriti podatke raziskave saj je ta bila opravljena pred petimi leti in verjetno so se  podatki v tem času že spremenili.

Posvet je zaključil predsednik Slorija z menjem, da je treba v vsa ta vprašanja vplesti tudi politikčno stran predvsem novoizvoljeno deželno večino.